Sito statico, dinamico, cms

Facendo ricerche mi sono resa conto che sull’argomento c’è un enorme confusione all’interno del web, soprattutto in Italia. Non so quanto sia dovuto al tentativo di tirar acqua al proprio mulino e quanto alla semplice difficoltà nell’argomento.

Quando decidiamo di creare un sito la prima cosa da fare è capire cosa vogliamo ottenere attraverso la visibilità nel web, abbiamo bisogno di un semplice biglietto da visita consultabile tramite i browser? Di un negozio online, con cui vendere i nostri prodotti? Di un blog?

Le possibilità date dal web sono pressoché infinite, sta a noi capire come sfruttarle per noi o per il nostro lavoro.

In base a questa prima scelta decideremo come procedere.

Sito statico o sito dinamico?

Un sito statico è un sito composto da varie pagine legate insieme attraverso dei link interni. Costruirne uno richiede una buona conoscenza di almeno due linguaggi: HTML e CSS, in alternativa ci sono alcuni software che possono scriverli al posto nostro attraverso un editor grafico (come ad esempio Dreamweaver o Muse).

Un sito dinamico può modificare dinamicamente il contenuto della pagina mentre la stessa è in esecuzione sul browser del client, per farlo utilizza la programmazione lato server.

Per dirlo in parole semplici, un sito dinamico ha la possibilità di interagire con un database e con l’utente modificando se stesso, ed in questo si distingue dal sito web statico che rimane sempre uguale a se stesso.

I CMS (Content Management System, cioé sistema di gestione dei contenuti) sono delle applicazioni che consentono modifiche ai contenuti senza intervenire sul database (ad esempio WordPress, Joomla, ). Attraverso questo strumento, una volta creata la struttura, il cliente può eseguire autonomamente modifiche o aggiornamenti dei contenuti. Per il suo comportamento nei confronti dei contenuti produce un sito dinamico, ma un sito dinamico non utilizza per forza un CMS.

Cosa scegliere?

Non esiste una soluzione univoca per ogni bisogno, però la tendenza si muove verso l’utilizzo dei CMS, in quanto rispetto al sito dinamico classico il costo nella creazione è minore e rispetto ad un sito statico da la possibilità all’utente di provvedere da solo a manutenzione ed aggiornamenti.

Attualmente, per la mia personale esperienza, un sito web statico dovrebbe essere utilizzato esclusivamente per “biglietti da visita” online, cioé siti vetrina per piccoli negozi che vogliono solo essere presenti sul web, oppure per siti web, magari artistici, che vogliono un’estrema personalizzazione delle pagine.

Ulteriori cose da sapere:

Fai da te?

Attualmente esiste la possibilità di creare siti fai da te, scegliendo fra un sacco di risorse offline o online con cui possiamo creare siti statici o dinamici, ovviamente alcune sono migliori di altre ma quello che più o meno tutte hanno in comune è la scarsa qualità del prodotto finale, o per posizionamento nel web (risorse gratuite hanno spesso dietro un codice non ottimizzato o un indirizzo web complesso) o semplicemente per la qualità dello stesso (estetica, funzionalità, impatto sull’utente).

Un piccolo mantra da tenere sempre in considerazione:

Se voglio un risultato professionale devo rivolgermi ad un professionista!

Perciò se voglio creare un sito, ma anche una grafica o quant’altro, per migliorare il mio volume d’affari (mi rivolgo al settore aziende, non al privato che vuole fare una fanzine o il sito del matrimonio per i parenti) farò decisamente meglio ad evitare il fai da te.

Negli altri casi vi consiglio hot glue, un’applicazione online per creare un sito web davvero semplice da usare e che lascia un’enorme spazio alla creatività.

Quale CMS?

Avete scelto di far costruire il vostro sito su un CMS, la prima distinzione da tenere in considerazione, ed anche la più importante, riguarda la distinzione fra CMS proprietario o Open Source.

I CMS proprietari appartengono al loro creatore e sono utilizzati dal creatore dello stesso per la costruzione di un sito web che poi verrà rivenduto al cliente, il cliente potrà apportare modifiche al suo sito attraverso lo stesso fintanto che manterrà il sito con quel webmaster. Semmai ci fosse bisogno di cambiare il gestore del proprio sito è molto probabile che il precedente professionista non ci dia più la possibilità di utilizzare il suo CMS, o comunque non fornirà servizi di aggiornamento al suo CMS se non in cambio di un pagamento.

I CMS Open Source sono invece risorse create dalle loro rispettive comunità, che possono essere utilizzate dai webmaster in maniera gratuita e di conseguenza dal cliente, che potrà anche scegliere di trasferire la manutenzione dello stesso ad altri professionisti, se il contratto prevede i permessi di amministratore al cliente finale.

Anche in questo caso non esiste una scelta uguale per tutti ma ritengo che l’utilizzo di un CMS proprietario debba essere limitato a pochi casi specifici (siti molto grandi o che richiedano particolari utilizzi da parte del cliente, con database specifici), e che, nel caso si scelga questa soluzione, vada valutato con estrema attenzione il professionista e i termini di utilizzo del sito una volta completato (cosa che comunque andrebbe fatta sempre!).

L’enorme vantaggio da attribuirsi alla scelta di un CMS Open Source è la comunità che lo sostiene, oltre al fatto che possono essere utilizzati in maniera gratuita, che fa si che siano aggiornati in maniera costante e che possano rispondere sempre meglio alle richieste dell’utenza. Attualmente un CMS Open Source come WordPress è in grado di rispondere a quasi tutte le esigenze più comuni ed anche a molte richieste particolari.

In ogni caso un bravo professionista sarà in grado di aiutarvi nella scelta della tipologia di sito web più adatta al vostro caso.

About Cristina

Svolgo la mia principale ricerca, artistica e lavorativa, nell’ambito del rapporto fra costrutti analogici e digitali e del loro impatto sull’essere umano, puntando sul carattere monumentale degli oggetti reali e virtuali. Lavoro all'interno del collettivo Ctrl Z come Visual Designer specializzata in nuove tecnologie.

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